Descrizione
Nato a Losanna nel 1872 in una famiglia agiata, René Auberjonois potrà contare fino alla morte della madre, avvenuta nel 1929, sul patrimonio di famiglia per lanciarsi in una carriera artistica priva di ostacoli finanziari. Dopo essersi formato artisticamente a Londra e a Dresda, Auberjonois decide di diventare pittore e non musicista e si stabilisce a Parigi nel 1896 per seguire i corsi di Olivier Merson. Nel 1914 torna definitivamente a Losanna. Artista solitario che si rimette a più riprese in discussione, è in rapporti di amicizia con scrittori come Ramuz e Roud, musicisti com Stravinski e Ansermet, mentre resta in disparte dei circoli artistici. Alternando tavolozze di colori più o meno scuri o vivaci, fonda la sua arte figurativa su composizioni in cui una semplificazione rigorosa determina lo spazio e l'espressione. Ispirato tra l'altro da Cézanne, ma anche dalle figure di Modigliani, l'artista conoscerà una lenta maturità artistica che lo porterà all'apice poco prima della sua morte avvenuta nel 1957. Prima però gli sarà tributato il riconoscimento della sua opera in Svizzera, che sfocerà in acquisizioni da parte della Confederazione e di collezionisti soprattutto della Svizzera tedesca e nell'organizzazione di mostre, tra cui la retrospettiva al Museo d'arte di Winterthur nel 1942 e, in Europa, nella partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1948 e alla prima edizione della Documenta di Kassel nel 1955.
In omaggio al quadro che Edouard Manet dipinge nel 1863, Auberjonois ribalta la composizione privandola del suo aspetto provocatore e instaura un nuovo equilibrio tra le figure. In una lettera al suo mecenate Alfred Werner che acquista l'opera nel 1946, l'artista la descrive come «una delle sole tele che mi soddisfacesse almeno un po' nella mia opera piena di buchi». Tuttavia, Auberjonois arriverà qualche anno più tardi a considerarla incompiuta. La tela resta nella collezione del dottor Werner di Winterthur fino a quando è acquistata dalla Confederazione nel 1989. L'opera è inserita nel catalogo ragionato dell'artista sotto il numero 644.
2016/Ingrid Dubach-Lemainque//traduzion: BAK LING
Provenienza
René Auberjonois, Lausanne/VD (1943–1946); Alfred Werner, Winterthour/ZH (1946–1989); Confédération suisse.
Source: Archives des Collections d'art de la Confédération, Berne